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Syuhud Sahudi Marsudi

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO “NAHDLATUL ULAMA”, INDONESIA
 biografia
Dio benedica tutti voi, signore e signori, e specialmente il comitato organizzatore di questo evento; che, con la protezione e la benedizione di Allah, possa avere successo nei suoi compiti. 
 
Oggi ho una ottima occasione per scambiare idee e opinioni su “Islam e Cristianità: percorsi di incontro in Indonesia”. Credo che questo sia un argomento importante non solo per i mussulmani in Asia ma anche per tutti i paesi del mondo. 
 
Il mio paese, l'Indonesia, è un arcipelago di 17.000 isole nel sud-est asiatico con oltre 250 milioni di abitanti; è il quarto al mondo per popolazione dopo Cina, India e Stati Uniti. Vi si contano almeno 300 diversi gruppi etnici e 737 lingue viventi, anche se l’unica lingua ufficiale è Bahasa Indonesia. E tante religioni: i mussulmani sono l'87,21%, i protestanti il 6,96%, i cattolici il 2,91%, gli induisti l'1,69%, i buddisti lo 0,72% e così via. 
 
Per mantenere armonia nella società e attivare percorsi di incontro tra le diverse religioni si può fare affidamento in Indonesia su almeno cinque fattori: 1. I valori contenuti negli insegnamenti dell'Islam e delle altre religioni, 2.  L’ideologia di Stato stabilita in un accordo collettivo (Mu'ahadah Wathoniyah) che trae ispirazione dalle diverse religioni e culture, 3. Il motto dell’unità della nazione, 4. La libertà di associazione e di organizzazione, 5. Il Forum per l’armonia religiosa (FKUB) costituito per favorire relazioni di amicizia fra i seguaci di diverse organizzazioni religiose. 
 
1. I valori degli insegnamenti islamici sulle differenze fra gli esseri umani. Le differenze in questo mondo sono di due tipi. Quelle naturali sono frutto della creazione e non di nostre scelte. Nessuno sceglie la propria faccia o la forma del corpo, così come nessuno sceglie in quale tribù nascere. E i figli della stessa madre possono avere tratti e personalità diversi. 
 
Il Corano ci indica come vanno viste queste differenze. Nelle parole di Allah: “Oh umanità! Ti abbiamo creato da una coppia di un uomo e di una donna e foste fatti in nazioni e tribù perché possiate conoscervi” (non perché possiate disprezzarvi) (Hujurat 13). 
   
Dio ha creato diversi popoli e nazioni perché imparassero a conoscere le virtù di ciascuno. Per apprendere gli uni dagli altri e per rispettarsi vicendevolmente. Per imparare a vivere fianco a fianco. Conoscere gli altri, non deriderli o umiliarli. Dice Allah:
“Oh voi che credete! Che nessun uomo rida degli altri. Perché potrebbe essere peggiore di loro. E che nessuna donna rida delle altre. Perché potrebbe essere peggiore di loro.” (Al Hujurat 11)
 
Il secondo tipo di differenze sono quelle dovute a scelte. Sono diverso da te per le mie scelte ideologiche. O per le mie scelte religiose. Molte altre scelte di vita rendono le persone diverse. Sulla questione, queste sono le parole di Allah:
 
“Se Allah avesse voluto sareste un unico popolo, ma il suo disegno è di mettervi alla prova in ciò che avete ricevuto: dunque sforzatevi a gareggiare in ogni virtù.”
 
La vita in questo mondo è una prova continua. Alcuni sono messi alla prova per la loro ricchezza, altri per la loro posizione, altri ancora per il loro bel viso. Ed è una prova anche convivere con le differenze. Non è facile accettare le differenze intorno a noi   È una prova a cui Dio ci sottopone per migliorarci. 
 
Nel versetto Allah pone al centro dell’attenzione il gareggiare in virtù. Non ti preoccupare delle diversità che le persone scelgono, ma sforzati di migliorarti ai Suoi occhi. Molti altri insegnamenti islamici esortano alla convivenza, come questo: “A te la tua religione, a me la mia “. (Alkaafirun, 6).
 
2. Il motto dell’unità nella diversità e 3. Pancasila come ideologia di Stato.
 
L'Indonesia, che è il più grande paese mussulmano al mondo, ma anche quello che ha come motto “Unitá nella diversità” (Bhineka Tunggal Ika), considera i cinque principi detti Pancasila come fondamento e ideologia dello stato. Fin dalla fondazione della nostra amata Repubblica di Indonesia, Nadhatul Ulama (NU) accettò Pancasila come ideologia di stato. È la decisione migliore che il popolo indonesiano abbia mai preso, perché Pancasila non solo contiene sostanziali valori morali propri della religione ma è anche espressione delle radici profonde della cultura indonesiana. Pancasila è diventato il punto di incontro tra chi propende per uno stato laico e chi preferisce invece uno stato fondato sulla religione, data la prevalenza dell'Islam fra la popolazione. 
 
Pancasila è l’integrazione della cultura indonesiana nei valori islamici e viceversa. Dal punto di vista della religione rileva il fatto che l'Indonesia è la più grande nazione islamica al mondo. Ma dal punto di vista politico e ideologico l'Indonesia non è uno “stato islamico”. Questo non vuol dire tuttavia che l'Islam dell'Indonesia non sia “originale”. Esso ha dato un contributo fondamentale alla formazione di una cultura nazionale e l'istituzionalizzazione dei valori islamici è un potente fattore di conoscenza e di creazione di un sistema intellettuale, economico, di costumi, di credenze, di comportamenti. In poche parole, i valori islamici si sono fusi con la cultura indonesiana. Sono diventati tradizione ma anche una esperienza in continua evoluzione fino ai nostri giorni. Il processo ha creato un sistema sociale che è stato chiamato “Islam Nusantara”, i valori dell'Islam praticati nell'Arcipelago. 
 
4. Le organizzazioni sociali religiose. 
 
Le organizzazioni sociali religiose in Indonesia, secondo il Ministero della Religione (Ditjen Bimas e PKUB, 2013) sono: 1. Le organizzazioni islamiche. 60 organizzazioni hanno amministratori nominati a livello centrale o regionale; le maggiori sono Nahdlatul Ulama (NU), che ha più di 91 milioni di iscritti, e Muhammadiyah. A livello locale ci sono altre 7384 organizzazioni. 2. Le organizzazioni nazionali cristiane (Lembaga Persatuan Gerejawi Aras Nasjonal) sono otto, a cui si aggiungono 316 organizzazioni ecclesiali indonesiane del Sinodo e 577 Fondazioni cristiane. 3. I cattolici hanno 10 Arcidiocesi, 27 Diocesi, 1202 parrocchie e 661 istituzioni religiose. 4. Gli indù hanno 1122 istituzioni religiose. 5. I buddisti hanno 108 istituzioni religiose e 311 fondazioni.  6. Il confucianesimo ha 242 istituzioni. E i numeri tendono a crescere. 
 
5. Il Forum per l’armonia religiosa (FKUB). 
 
Il Forum per l’armonia religiosa è stato creato dalla società civile con l’incoraggiamento del governo (in questo caso, delle autorità regionali) per mettere in grado le comunità religiose di costruire e mantenere armonia fra loro e prosperità, dal livello locale a quello statale. Il Forum ha proprie articolazioni provinciali e distrettuali o municipali e può crearne anche in singoli villaggi. Nel 2013 era presente in tutte le 33 province e aveva altre 428 sedi; il loro numero continua ad aumentare. 
 
6. Conclusione. 
 
I cinque fattori descritti consentono agli Indonesiani, quando si manifestano problemi di vita sociale e religiosa, di cercare soluzioni attraverso incontri fra le organizzazioni religiose. Sono questi i “percorsi di incontro”. Un esempio concreto si è avuto quando, dopo i terremoti che hanno causato distruzioni e migliaia di vittime in West Nusa Tenggara, a Palu e a Donggala, le comunità religiose si sono unite per prestare soccorso, senza riguardo alla fede professata da ognuno. 
 
Speriamo che il modello che ho descritto ci dia i benefici che ci attendiamo, attenui le difficoltà, così che in Indonesia possiamo vivere nella pace, tutti insieme, in equità e in prosperità, e diventare la dignità della nazione. 
 
Colgo l’occasione per ringraziare i paesi che hanno aiutato le vittime del terremoto e che continueranno a farlo 
 
E, infine: “Non smettete di costruire la pace fino a quando in pace potremo riposare”.