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Ioan

Orthodoxer Metropolit, Patriarchat von Rumänien
 biografie

Verso il Signore, lungo la sua strada non si può camminare se non in pace: pace con Dio, con te stesso e con i tuoi simili. La preghiera e le opere buone sono le due ali con le quali l’uomo si eleva verso il cielo. 

La preghiera è un lavoro spirituale. E’ l’espressione di quello che siamo e di quello che dobbiamo essere per poterci avvicinare a Dio, per essere in comunione con Lui. 

Assetato lungo la via di questa vita, l’uomo si ferma alla fontana della preghiera e e da lì, nel profondo, si rinfresca con la rugiada della grazia divina. 

Nel lavoro della preghiera dobbiamo fare una distinzione tra „pregare” e „fare una preghiera”. Attraverso la preghiera l’uomo esce dal caos della vita quotidiana, dove, molte volte, è vinto o si sente in difficoltà. 

Nella società contemporanea accadono quotidianamente diversi fatti che non sono sempre positivi.  La società si trova in uno stato di continua evoluzione, ma in essa appaiono anche segni di una involuzione, soprattutto da un punto di vista morale:  il totalitarismo, differenti forme di dittatura e di tecnocrazia schiavizzano l’uomo e lo rendono spesso asservito alle sue stesse creazioni. Oggi, la tecnocrazia, riduce l’uomo ad un numero tra la moltitudine di coloro che vivono sulla terra. Lo svaluta e lo riduce alle dimensioni di un atomo. Lo spersonalizza e lo getta in un mondo esclusivamente materiale, dove la fede, la speranza e l’amore non sono più considerati valori divini. Da questo mondo atomizzato si può uscire attraverso la preghiera che è la scala verso il cielo, verso il nostro Creatore,  cioè verso l’amore perfetto. Così l’uomo scopre se stesso e comprende il ruolo e lo scopo per cui è stato creato da Dio cioè,  vale a dire, come partner di una santa comunione del perfetto amore di Dio. 

La preghiera non è per l’uomo  un semplice lavoro  o uno specifico soltanto dei monaci, o  praticata in modo solo occasionale, ma è un'opera incessante ed essenziale della vita dell'uomo. L’uomo non prega solo con la lingua o con le labbra ma con tutto il suo essere. Così, i frutti della preghiera si riversano su tutte le dimesioni della sua vita e sul mondo intero creato da Dio, il mondo che oggi è influenzato negativamente dai nostri peccati. 

L'uomo, peccando, ha iniziato la desertificazione della creazione di Dio. In questo deserto contemporaneo, nella nostra società,  c’è bisogno più che mai  della rugiada dello Spirito Santo che si riversa sulla terra al momento della preghiera dell'uomo piena di lacrime. 

La preghiera è un immenso spazio spirituale, dove, nello stesso spirito siamo tutti chiamati a glorificare Dio, nostro Creatore. Uniti nella preghiera, tutti noi costituiamo il Corpo mistico di Cristo. La Comunione che si realizza attraverso la preghiera fa sparire i confini temporanei tracciati tra le diverse comunità umane. Essa introduce l’uomo in uno spazio sacro. 

La preghiera, anche se si fa in modo individuale, riguarda il mondo intero e quindi ha una dimensione cosmica. Con la preghiera ci muoviamo tra la terra e il cielo, non verso il vuoto, ma in cerca di Dio mentre  Lui cerca ognuno di noi. L’incontro con Dio si realizza nello spazio spirituale, è lì che si riversa l’amore del Padre nel cuore del figlio dissoluto. Dio cerca l’uomo nell’immenso spazio siderale. 

Attraverso la preghiera noi cerchiamo i malati nel letto della loro sofferenza, cerchiamo coloro che sono sprofondati nella povertà, emarginati dalla società umana; cerchiamo noi stessi che molte volte ci perdiamo nel mondo di oggi sempre più  atomizzato e secolarizzato. 

Alla luce della preghiera riscopriamo la meravigliosa creazione di Dio e la corona della sua creazione. Prima di incontrare Dio , di trovarlo, devi trovare il tuo prossimo che è nella sofferenza e nelle dure prove della vita. 

Attraverso la preghiera ci muoviamo tra due mondi: Il mondo delle lacrime, della sofferenza e il mondo della gioia perfetta in Dio. La preghiera è quella condizione dell’uomo attraverso la quale egli entra in comunione con Dio e con tutti coloro che, alzando le mani verso il cielo, con le lacrime chiedono perdono, misericordia e pace a Dio. 

La pace è il dono di Dio per ottenere il quale lo preghiamo oggi perchè ce lo restituisca: infatti in parte l’abbiamo perduto. Se perdi la tua pace, la pace del mondo intero è persa. Dove non c’è pace, ci sono il fuoco e il sangue, le lacrime e l’umiliazione. Senza la pace non possiamo costruire niente in questa vita. 

Essere cittadino di pace significa desiderare e avere una grande possibilità di essere cittadino del cielo, del Regno di Dio, un regno di amore e di pace. A quale mondo vuoi appartenere nell’eternità:  al mondo della pace e dell'amore o al mondo dell'odio e dell'inimicizia? 

Cristo non ha nemici, ma solo amici. 

Il monaco prega da solo: non prega solo per se stesso, ma per il mondo intero. Il suo dono al mondo è la preghiera. Il monaco non dà il pane al mondo, ma la preghiera, della quale c’è tanto bisogno oggi. L’anima dell’uomo si nutre con la preghiera, così come il corpo si nutre con il pane.

La preghiera è la nostra mano tesa verso Dio e verso i nostri simili.

La preghiera è la barca su cui mettiamo i feriti dal peccato o coloro che vivono ai margini del mondo. La preghiera non deve essere toccata dall’egoismo, ma deve salire sulle ali dell'amore perfetto per tutti i nostri simili. La preghiera è il cielo che scende sulla terra e quindi l’uomo prega nel cielo. Quanti di noi salgono in questo paradiso di preghiera?! Quanti assumiamo su di noi i dolori degli altri in questo cielo della preghiera, chiedendo a Dio di alleviare il loro dolore?! 

Nel cielo della preghiera l’uomo unisce la sua voce a quella degli angeli  che glorificano Dio incessantemente. Gli angeli e gli uomini sono chiamati a bere insieme il calice dell’amore di Dio. 

Oggi viviamo molto di più sulla terra del peccato piuttosto che della preghiera. Cristo ci ha lasciato la preghiera come una sorgente che mai si esaurisce, alla quale può dissetarsi chiunque voglia incontrare Dio. 

Cristo, nella preghiera, „Padre Nostro” ci mostra la dimensione cosmica della preghiera che allontana dal nostro cuore ogni ombra di egoismo.

Colui che prega entra in comunione con gli angeli e con tutti gli uomini che desiderano la pace sulla terra.

Quanto è beato l’uomo che prega insieme con gli angeli!

Come preghiamo , dice San Paolo : „Pregate ininterrottamente” (I Tessalonicesi 5, 17).

Pregando il Santo Elia fece scendere fuoco dal cielo e pioggia sulla terra. 

La preghiera è la mente che parla a Dio,è l'ascesa della mente a Dio. Ci sono popoli nel mondo che hanno la pace, ma non hanno il pane. Ci sono popoli che hanno il pane, ma non hammo la pace. Ecco due mondi che hanno bisogno della preghiera. 

La preghiera dà senso alla vita dell’uomo.

La preghiera porta il pane e la pace sulla terra. In un mondo di pace, là viene Cristo, là scende la grazia di Dio. 

Sforziamoci di essere figli della pace, perché in essa tutta la terra trovi la sua gioia.

Alziamo tutti insieme una preghiera verso Dio per la pace nel mondo intero e anche perchè spenga tutte le guerre che oggi fanno tanti orfani, perché un Giordano di lacrime e di sangue scorre oggi sulla nostra terra.

La pace è un dono di Dio che è stato perduto, o Signore, aiutaci perchè attraverso la preghiera possiamo ritrovarlo.!